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ATTIVITA' FISICA E PROTESI
DELL'ANCA
Dott. Maurizio Maggiorotti Chirurgo
Ortopedico
Responsabile Servizio di Ortopedia Casa
di Cura Accreditata S.Luca -Roma
Numerose patologie quali artrosi, malattie reumatiche,
displasia e traumi possono causare limitazione funzionale e dolore localizzato
alle anche. Cio' determina un'impossibilita' a camminare a lungo e compiere dei
movimenti liberi e non dolenti del bacino.
Praticare attivita' fisiche anche se non particolarmente
impegnative diventa impossibile.
A questo punto i pazienti si recano dal proprio medico
curante lamentando un dolore all’anca che a volte raggiunge il ginocchio e
raccontando delle difficolta' nel salire e scendere le scale e nell’allacciarsi
le scarpe.
Il sanitario prescrive gli esami radiografici e farmaci
antinfiammatori.
Le immagini radiografiche mostrano l’artrosi dell’anca.
Quando la fisioterapia ed i farmaci non arrecano beneficio e
la qualita' della vita si deteriora, vi e' indicazione alla sostituzione dell’articolazione
dell’anca con un impianto protesico.
Obiettivo dell’intervento e' di ritrovare una ripresa delle
normali attivita' quotidiane senza dolore, inclusa una blanda attivita'
sportiva.
Troppo spesso si assiste ad una grande disinformazione circa
l’intervento di artroprotesi dell’anca.
Abitualmente il paziente viene ricoverato il giorno
precedente all’intervento per eseguire gli esami pre-operatori e la visita
anestesiologica. Il giorno seguente il paziente viene accompagnato in sala
operatoria dove rimarra' in tutto per circa 2 ore.
Durante le quali si preparera' all’intervento con l’anestesista, verra' operato e
sara' quindi risvegliato. L’intervento puo’ essere eseguito
in anestesia "periferica" e sedazione o in anestesia generale a
secondo dei desideri del paziente, compatibilmente con le sue caratteristiche.
La anestesia periferica e' simile a quella epidurale che viene svolta
solitamente nell’assistenza del parto.
L’intervento chirurgico consiste nell’asportare la testa
malata del femore che viene sostituita da una protesi metallica articolata nel
cotile applicato all’interno del bacino.
I tempi dell’intervento mediamente non superano i 60 minuti
e la perdita ematica e' compensata dalla reinfusione di sangue che lo stesso
paziente avra' pre-depositato presso il Centro Trasfusionale. Infatti, per
evitare eventuali contaminazioni da emoderivati, l’attuale orientamento negli
interventi d’elezione, come nel caso dell’impianto di una artroprotesi, e' quello di eseguire 2 pre-depositi ematici da parte del paziente precedentemente
alla data dell’intervento. Questo pre-deposito viene poi reinfuso nel
post-operatorio.
La ripresa funzionale dopo l’intervento e' molto rapida. Si
inizia nella stessa giornata dell’intervento la ginnastica a letto, poi il
paziente assistito dai bastoni canadesi, si alza gia' dal secondo giorno
post-operatorio e spesso dopo 7 – 8 giorni puo' lasciare il ricovero per
tornare autonomamente al proprio domicilio.
E’ utile una breve fisioterapia mirante al recupero della
corretta deambulazione che viene svolta solitamente al domicilio del paziente.
Dopo 3-6 mesi, secondo le peculiarità dei diversi pazienti,
si puo' riprendere passeggiate anche di un certo impegno ed in seguito puo'
riprendere anche il tennis o sport di simile impegno.
In conclusione, si puo' affermare che la protesizzazione dell’anca
oggi non e' piu' in intervento da evitare o posticipare ad ogni costo, bensi'
rappresenta la soluzione di un grave problema che il paziente puo' affrontare
serenamente.
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