BLOCCO POPLITEO DEL NERVO SCIATICO:  TECNICA DI APPROCCIO LATERALE

P. Ronconi§, L. Pelagalli §, R. Arcioni, M. della Rocca, G. Ciamarra

Istituto di Anestesiologia e Rianimazione – Università degli Studi "La Sapienza"

§ Foot Medical Hospital Roma

 Premessa: Il Nervo Sciatico (NS), originato dai segmenti midollari L4-S2 (S3), può dirsi costituito da due tronchi, i Nervi Tibiale (NT) e Peroniero Comune (PCN), con una guaina epinevriale comune, dall’origine fin nel cavo del poplite. Questi innervano tutto l’arto inferiore sotto il ginocchio, con l’eccezione di una superficie anteromediale di gamba e piede fornita da L2-L4. Il blocco di NS è quindi metodo consolidato per l’analgesia-anestesia dell’arto inferiore. La sua esecuzione a livello popliteo appare di elezione per la chirurgia del piede, in quanto più selettivo, rispetto ai livelli più prossimali è più completo, rispetto a quelli più distali, nell’ottenere l’anestesia della parte posteriore della gamba, sede normale di applicazione della fascia ischemica. Al poplite, NS è solitamente raggiunto per via posteriore. Da anni eseguiamo un approccio laterale, con alcune varianti alle canoniche presentazioni secondo letteratura, con elevata percentuale di successi. .

Metodo: Il paziente supino è supino, con arto inferiore esteso e maggiore asse del piede a 90° rispetto al piano del tavolo. Un ago (20G, 70 mm, isolato) è inserito, a 5-6 cm prossimalmente alla linea di flessione del ginocchio, nella doccia immediatamente al davanti del tendine del bicipite femorale, con asse ortogonale rispetto alla diafisi femorale, fino a toccarla. Se il femore non è attinto, l’ago è ritirato e re-inserito 5-10 mm al davanti della prima inserzione. Realizzato il contatto femorale, l’ago viene richiamato verso la superficie cutanea e re-indirizzato posteriormente secondo un asse di 45° rispetto al piano orizzontale, con lieve inclinazione caudale. Per l’individuazione delle branche nervose l’ago, connesso ad un stimolatore nervoso periferico (PNS), regolato per una frequenza di 2 Hz e per una corrente di stimolo, iniziale, di 1.5 mA, è quindi avanzato fino alla comparsa di una risposta motoria. La stimolazione del PCN, nella sua branca profonda (PPN) è denunciata da una dorsiflessione del piede ed estensione delle dita, per contrazione del muscolo tibiale anteriore e degli estensori delle dita,; nella sua branca superficiale (SPN), la contrazione dei muscoli peronieri esita in una eversione laterale del piede. La risposta motoria successiva alla stimolazione del TN è la flessione plantare di piede e dita, per contrazione dei muscoli posteriori della gamba (muscolo tibiale posteriore) e della regione plantare. Come misura di vicinanza punta dell’ago-nervo, ottimale per l’esito, è accettata una corrente di stimolazione £ 0.4 mA comunque capace di elicitare ancora la risposta motoria individuata. Si iniettano, allora, per ciascuna delle 3 componenti di NS (TN, PPN, SPN), 10 mL di soluzione anestetica locale. Il blocco sensitivo si raggiunge in 5-25 min (range) e quello motorio è completo dopo 10-35 min. I relativi criteri di valutazione essendo l’anestesia del piede (plantare per TN, dorsomediale per PNS, tra I° e II° dito per PPN) e, rispettivamente, l’ineseguibilità volontaria delle predette azioni muscolari.

Conclusioni: L’approccio laterale per il blocco di SN si rivela tecnica agibile e da diffondere, perché nella chirurgia di gamba e piede, condizioni come gravidanza avanzata, traumatismi, obesità grave, rendono l’approccio posteriore controindicato od addirittura impossibile.

Bibliografia: 1) Hadzic A. et al. A comparison of the posterior versus lateral approaches to the block of the sciatic nerve in the popliteal fossa. Anesthesiology ’98;88:1480-6. 2) Zetlaoui PJ. et al. Lateral approach to the sciatic nerve in the popliteal fossa. Anesth Analg ’98;87:79-82.