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REVISIONE DI PROTESI
DELLANCA MIGRAZIONE
Lutilizzo di unendoprotesi nella chirurgia
sostitutiva del collo femore e' spesso causa di gravi insuccessi. Questa tecnica
e' adottata solo raramente in
pazienti molto anziani a seguito di una frattura mediale del collo femore. Il vantaggio
di tale metodica risiede nella minore invasivita' del gesto chirurgico che si accompagna
ad un minor tempo operatorio. Paziente di 82 anni, protesizzata con endoprotesi nel 1993
per la frattura del collo del femore, giunge alla nostra osservazione per grave coxalgia
destra, sia a riposo sia durante la dembulazione. Obiettivamente
presentava: deambulazione assistita da bastoni canadesi e zoppia grave con
articolarita' dellanca possibile solo per
pochi gradi e dolente |
![]() Fig.1 Situazione al momento del primo controllo a 6 mesi dallimpianto (1994). E stato utilizzato un impianto con gambo cementato e testina protesica in ceramica a riempimento completo dellacetabolo. Sono presenti calcificazioni eterotopiche ma la protesi e' ben inserita e senza apprezzabili segni radiografici di mobilizzazione. |
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![]() Fig.2 Situazione radiografica al 1997. Grave migrazione della testa protesica e sospetta mobilizzazione dello stelo. |
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Ripristino del "bone stock" acetabolare con
trapianti ossei Programmazione pre-operatoria
In letteratura sono descritte numerose tecniche chirurgiche
che utilizzano anelli di rinforzo (Mueller) o cupole (Cameron,
Willert) o rinforzi metallici come lanello dEichler,
la placca di Kerboull, lanello di Burch-Shneider,
lOctopus ecc. Accompagnate o meno dallutilizzo di
trapianti ossei. Abbiamo deciso di utilizzare dei frammenti
dosso di banca liofilizzato per ricreare il "bone
stock" originale e quindi inserire una rete metallica tipo
X-Change ad ulteriore rinforzo. Descrizione della tecnica chirurgica.
La paziente e' stata posta in decubito laterale. Si e' provveduto allasportazione delle ossificazioni eterotopiche
che sono state amalgamate allalloinnesto tritato. Lussato
il femore si e' asportata la testa con difficolta' data dalla
ricrescita ossea che la inglobava e ne impediva la rimozione. Il
fondo del neo-acetabolo appariva fragile ed interrotto in alcuni
punti. Si e' resa evidente la mobilizzazione dello stelo che ha
imposto la rimozione del cemento e la fresatura del canale. La
porzione piu' stabile del fondo del neo-cotile e' stata cruentata
e vi e' stato alloggiato il trapianto osseo. A maggior
stabilizzazione e' stata inserita la rete X-Change. Non e' stato
possibile utilizzare le viti poiche' queste sporgendo
nellalloggiamento Note
Alcuni autori preferiscono impiantare la rete sul fondo del
neo-cotile e quindi creare una intercapedine dosso tra il
cemento e questultima. |
![]() Fig.3 disegno preoperatorio e controllo radiografico post-operatorio. |
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Concludendo pero' per onesta' dobbiamo mostrare un caso
sorprendente che abbiamo avuto la fortuna di visitare. |
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