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IL TRATTAMENTO DELLE FRATTURE DI POLSO CON
EPIBLOC IN DAY SURGERY
R. TUCCIARONE* - A. CASSARINO* - A. TUCCIARONE**
* POLICLINICO CASILINO - A.S.L. RM/B - UNITA'
OPERATIVA DI ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA
(Primario:
Raffaele TUCCIARONE) -
** UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI ROMA "TOR
VERGATA" CATTEDRA DI ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA
(Direttore: Prof. Maurizio MONTELEONE)
Gli Autori riferiscono
la loro esperienza su 80 casi di "Fratture di polso"
trattate con il SISTEMA EPIBLOC in regime di "Day Surgery".Il criterio di scelta di
tale metodica si e' basato sul tipo di frattura, l'eta'
del Paziente e sulla tollerabilita' farmacologica all'Anestesia Locale.
MATERIALI E METODI
Dall'agosto 1997 al
mese di settembre 1999 sono stati trattati oltre 160
casi
di "fratture di polso" presso la nostra Divisione.In 40 casi erano
associati altre lesioni interessanti l'apparato scheletrico
e/o organi interni che hanno richiesto, quindi l'ospedalizzazione. In 60 casi si
e' ricorso ad altre metodiche: apparecchi gessati brachio-metacarpale,
fissatori esterni. Per la scelta del
trattamento ci siamo basati sulla classificazione delle fratture
di polso di Frykman del 1967 (Vedi Tabella 1) ; ed in particolare abbiamo applicato questa
tecnica chirurgica nel 1°, 2°, 5° e 6° tipo.
Il Paziente che giunge
al Pronto Soccorso con "frattura di polso" viene sottoposto
ad immobizzazione provvisoria, ad esami radiografici dell'arto interessato, a Rx del
torace ed ad esami ematochimici e a E.C.G.. L'accurata anamnesi puo' rilevare eventuali allergie farmacologiche. Quindi, viene
trasportato nel "Blocco Operatorio" e disteso sul tavolo operatorio. Si procede
al suo monitoraggio e al posizionamento dell'arto interessato sotto
l'amplificatore di brillanza.
TABELLA 1 CLASSIFICAZIONE DI
FRYKMAN (1967)
1°: Frattura
extra-articolare
2°: frattura tipo 1°
+ frattura stiloide dell'ulna
3°: frattura
extra-articolare + interessamento dell'articolazione
radio-carpica
4°: frattura tipo 3°
+ frattura stiloide dell'ulna
5°: frattura con
interessamento articolare radio-ulnare
6°: frattura tipo 5°
+ frattura stiloide dell'ulna
7°: frattura con
interessamento dell'articolazione radio-carpica e radio-ulnare
8°: frattura tipo 7°
+ frattura stiloide dell'ulna.
TECNICA CHIRURGICA
Gli anestetici locali
comunemente utilizzati si presentano in due diverse forme
chimiche:
a) amino-esteri
(derivati dall'acido para-aminobenzoico) metabolizzate dalle
pseudocolinesterasi plasmatiche che presenta frequenti reazione allergiche;
b) amino-amidi
caratterizzati da legami amidici metabolizzati maggiormente
dal fegato con scarse
reazioni di tipo anafilattiche.
La classificazione
degli anestetici locali si basa sulla loro caratteristica
clinica :
a) bassa potenza/breve
durata : procaina, 2-clorprocaina ;
b)potenza
intermedia/durata intermedia : lidocaina, mevivacaina, prilocaina
;
c) alta potenza/lunga
durata : bupivacaina, ropivacaina, tetracaina, etidocaina. Il meccanismo d'azione
degli anestetici locali e' di aumentare la permeabilita'
al Na+ e la soglia al potenziale d'azione, e diminuire la progressione
dell'impulso e il potenziale d'azione e bloccare la conduzione
allo stimolo.
Viene preparata una
soluzione di 10 cc. di soluzione fisiologica + 10 cc.di carbocaina al 2%.
In tal modo otteniamo un preparato di 20 cc. di anestetico
locale alla concentrazione dell'1%. Si prepara, quindi il
campo sterile dell'estremita' affetta, e si introduce l'ago
della siringa nel focolaio di frattura sia dal lato dorsale, che dal
lato ventrale, e vengono
iniettata la soluzione di anestetico per circa 16 cc.,
i rimanenti 4 cc. vengono distribuiti nei punti di introduzione dei fili di Kirschener.
Si pratica manovra
riduttiva della frattura sotto il controllo dell'amplificatore
di brillanza; (si raccomanda di mantenere una forza di trazione
tra il braccio e il primo dito), si individua con la palpazione la stiloide radiale
(evitare il ramo sensitivo dorsale del nervo radiale) e
si introduce manualmente o con dei piccoli colpi di martello, il
primo filo di Kirschner
dall'apice della stiloide radiale nel canale midollare sino
al suo terzo prossimale.
Il secondo filo di
Kirschner viene introdotto nell'epifisi distale del radio
con le stesse modalita', individuando palpatorialmente il tubercolo di Lister.
A volte, viene
introdotto un terzo filo di Kirschner dalla stiloide ulnare nel
canale midollare dell'ulna, quando la frattura presenta un certo
grado di instabilita'.
Si procede alla
piegatura dei due fili di Kirschner introdotti nell'epifisi
radiale con una pinza meccanica di 90° rispetto al piano cutaneo
e a circa 2-3 cm. un'ulteriore piegatura di 90°; si applica quindi una pressione sulla
terminazione dei fili, in senso opposto e si applica la
placchetta di serraggio.
Il terzo filo viene
anch'esso ripiegato come i precedenti e introdotto nella
placchetta ortogonalmente rispetto ai primi due fili. Si controlla la
riduzione con l'amplificatore di brillanza e si saggia la stabilita'
dell'impianto con manovre di mobilizzazione attiva e passiva dell'articolazione
del polso; viene applicata una medicazione e un bendaggio
ed eseguito il controllo radiografico nelle proiezioni standard.
Il Paziente viene
invitato a movimenti attivi delle dita sin dalle prime ore
dopo l'intervento e a mantenere l'arto in posizione antigravitaria
per le prime
24-48 ore.
Viene dimesso dal
ricovero in "Day Surgery" con prescrizione di terapia antibiotica e
antiinfiammatoria per 5 giorni e controllo clinico e radiografico
dopo una settimana.Successivamente i
controlli ambulatoriali sono a frequenza settimanale per il
nursering dei fili e dopo 5-6 settimane, previo controllo
radiografico, si
procede alla rimozione dell'impianto che viene eseguito senza
necessita' di anestesia.
RISULTATI
Nella nostra
esperienza di 80 casi nell'applicazione del sistema EPIBLOC nelle
fratture di polso trattate in regime di "Day Surgery" nel
periodo agosto
1997 - settembre 1999 i risultati clinici e radiografici sono riportati nella tabella
2.In questa
classificazione si e' tenuto conto di alcuni parametri sia di tipo oggettivi che
soggettivi, quali :
a) la ripresa
funzionale dell'articolazione radio-carpica ;
b) la forza prensile
delle dita sia con l'Epibloc, sia dopo la sua rimozione;
c) la tollerabilita'
del sistema.
Le complicanze del
sistema possono essere sia di tipo meccanico e/o biologiche
e sono sintetizzate nella tabella 3 e 4. Nei tre casi giudicati cattivi : in un caso
siamo dovuti ricorrere alla rimozione dell'impianto e ad
applicare in fissatore esterno, in un secondo caso, la scomposizione
secondaria della
frattura pluriframmentaria e la perdita di tensione dei fili
oltre ad una secrezione puruloide dai tramiti, ci ha indotto a
ricorrere ad un
trattamento di tipo conservativo con l'applicazione di un apparecchio
gessato brachio-metacarpale. Nel terzo caso, per la rottura della
placchetta, e la sublussazione del semilunare, si e' proceduto alla rimozione del filo
radiale introdotto in corrispondenza del tubercolo di Lister,
alla sostituzione della placchetta con bloccaggio del filo introdotto
dalla stiloide radiale con quello introdotto nel canale
midollare ulnare. In
questo caso e' stato confezionato uno split gessato per
tre settimane.
TABELLA N.2
80 CASI
BUONI = 72 CASI (90%)
DISCRETI = 5 CASI
(6,25%)
CATTIVI = 3 CASI
(3,75%)
TABELLA N. 3
COMPLICANZE MECCANICHE
* PIEGATURA DEI FILI
NELLA FASE DI IMPIANTO
* ROTTURA DELLA
PLACCHETTA
PERDITA DELLA TENSIONE
DEI FILI
TABELLA N.4
*COMPLICANZE BIOLOGICHE
* PERFORAZIONE DELLA
CORTICALE NELLA FASE DI IMPIANTO
* SCOMPOSIZIONE DEL
FOCOLAIO DI FRATTURA* MOBILIZZAZIONE
SECONDARIA DEI FILI
* INFEZIONE
BIOMECCANICA DEL
SISTEMA EPIBLOC
Il sistema Epibloc si
basa sui principi sviluppati dal Dr. H.J.R. Ulson nel
1983 per il trattamento delle fratture di Colle's. Tale metodica chirurgica realizza un
sistema di osteosintesi endomidollare elastico dinamico
a "due punti". Infatti,
il filo di Kirschner introdotto dall'epifisi nel canale midollare,
si comporta come una "trave inflessa"; cioe' come una
trave appoggiata
nel punto di frattura e nel punto di tangenza nel canale midollare.
Inoltre, se applichiamo una forza con direzione ortogonale all'asse
della trave, si realizza una tipo di leva detta "interresistente",
la quale produce lavoro positivo tanto maggiore quanto minore sara'
l'intensita' della potenza applicata.
Con l'introduzione del
secondo fili di Kirschner, ed applicando una forza della
stessa intensita' ma di senso opposto rispetto al primo, si
realizzera'
un sistema di due leve deformabili di II° genere in equilibrio.
L'analisi
dinamometrica del sistema Epibloc ha dimostrato che la deformazione
del filo esercita su ogni punto una tensione pari al quadrato delle spinte applicate,
rapportate al modulo elastico e alla sua sezione.
Applicando una forza
di pressione sulla estremita' dei fili, opportunamente piegati,
di senso contrario, questa si trasforma in una forza di distrazione
sulla prima piegatura (piu' vicina all'osso) e quindi in un movimento
di rotazione e traslazione dei fili nel canale midollare che determina
una forza di compressione sulla rima di frattura meta-epifisaria.
La placca esterna di serraggio dei fili si comporta come una
molla costantemente caricata a tensione.
Il sistema Epibloc e' formato da: a) fili di acciaio di diverso diametro biocompatibili
secondo la norma DIN 17442, e b) piastrine in policarbonato secondo
la norma DIN 50 049-3.1 8.
Generalmente i fili
utilizzati per le fratture di polso hanno un diametro di
2 mm. e una lunghezza di 300 mm., la punta ha una particolare forma
che permette la
perforazione dell'osso nel punto di introduzione e di poter scorrere
all'interno del canale midollare senza danneggiarlo.
DISCUSSIONE
Le fratture
dell'estremo distale del radio sono le piu' frequenti fra tutte le fratture. Sono
particolarmente frequenti nelle persone anziane e nei soggetti
osteoporotici ; quasi sempre riconoscono una causa indiretta per caduta sul palmo della
mano.
Nella riduzione della
scomposizione della frattura e' necessario ripristinare
il piu' possibile i valori angolari dell'articolazione radio-carpica
che mediamente e' di 20°-25° nella proiezione antero-posteriore
e di 10°-15° in quella latero-laterale.
L'obiettivo del
trattamento ortopedico conservativo e' la riduzione (a cielo
chiuso) e l'immobilizzazione (in gesso) dell'arto per il periodo necessario alla
formazione del callo osseo riparativo.
Frequentemente, queste
fratture sono instabili andando incontro a mobilizzazione
secondaria dei frammenti di frattura che necessitano, quindi,
di ulteriore trattamento di correzione. Il sistema EPIBLOC che
noi adottiamo da circa 2 anni ci ha permesso ; grazie
alle sue caratteristiche di sintesi endomidollare elastica e di fissazione esterna di
stabilizzare la frattura per tutto il periodo del processo
di guarigione e di mantenere la riduzione desiderata.
Tale metodica e' a
nostro avviso sconsigliabile nei pazienti psicolabili, tossicodipendenti,
alcolisti, che presentano una chiara allergia all'acciaio
e nei pazienti in eta' pediatrica. Il vantaggio di questo
sistema chirurgico e' nella scarsa invasivita', nell'ottima
tollerabilita' che permette una precoce mobilizzazione del polso
realizzando una sintesi elastica e dinamica. Inoltre, le moderne
tecniche di anestesia locale hanno reso possibile il trattamento
di tali fratture con il sistema EPIBLOC in regime di "Day Surgery"
considerando, altresi', il D.R.G. vantaggioso.
BIBLIOGRAFIA
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A rational alternative for the external fixation of fractures" Int. Orthop. 10 (29 :
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CASSARINO A. ; ERBA F. ; GIUDICI P. ; "Fratture di Collee-
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1995.
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of the Hand, pp 81-82, Boston, 1988.
6. ULSON H.J.R. "Colles's
fractures : combined internal and external fixation"
Fractures of the hand and the wrist. Barton N. Ed. Churchill Livingstone.
Vol. 4, 276-298, 1988.
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