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LA
RICOSTRUZIONE DEL L.C.A. CON TENDINE ROTULEO E PRESS-FIT FEMORALE
N. Confalonieri, A. Manzotti e K.
Motavalli
Gli autori presentano un video riguardante la loro tecnica di
ricostruzione del L.C.A. con innesto di tendine rotuleo, fissaggio della
bratta ossea a press-fit femorale e con filo in titanio canulato alla
tibia. L’intervento si basa sull’ intuizione di Malek e confermata
anche dai nostri studi a secco con ginocchio artificiale, i quali
mostrano come la trazione sul neolegamento, posizionato con press-fit
femorale attraverso il tunnel tibiale con ginocchio a 90°, possa
causare la mobilizzazione dell’innesto femorale solo oltre i 60° di
flessione; mentre tra 0° e 60° esso venga posto in tensione senza
alcuna mobilizzazione causa l’angolo formato dalla bratta ossea ed il
tendine.
Pertanto, con una
riabilitazione rallentata che, per mezzo di una ginocchiera articolata,
non consente una flessione superiore ai 60° per 3 settimane, si ottiene
una sufficiente osteointegrazione ( documentata da studi TC ), del
blocchetto osseo nel foro femorale, tale da consentire il completo
recupero funzionale, del tutto sovrapponibile al normale recupero
post-operatorio con vite interferenziale.
TECNICA
Si procede con tecnica
artroscopica assistita per il trattamento delle lesioni associate. Si
preferisce attuare la plastica della gola, con pulizia dle residuo
legamentoso, dopo il prelievodel tendine rotuleo, per evitare
sanguinamenti interni durante l’espianto, con relativa perdita di
tempo, al ritorno alla parte artroscopica, causa la rimozione dei
numerosi coaguli.
Il prelievo del tendine
rotuleo viene effettuato, tramite un’incisione cutanea di circa 7cm,
CON sega o sgorbia oscillante (MAKAR Instruments -Lanny Johnson
technique - USA).
Il tunnel tibiale viene
eseguito con con una guida Acufex, a 55° di inclinazione, 10 mm davanti
al L.C.P., e con una fresa canulata di 11mm. L’half-tunnel femorale
con guida Acufex apposita con off-set di 7 mm, appoggiata al bordo
posteriore del condilo femorale laterale alle ore 11 od 1, con il
ginocchio flesso a 90°, e fresa canulata di 10 mm.
Si modellano i blocchetti
ossei del prelievo in modo che passino dal foro calibro 11mm ma non da
quello di 10mm. Una bratta ossea viene infilata dalla parte tedinea, con
un filo di Steimann filettatto (Lollipop- Makar) di 1,8 mm. Dal foro
centrale dello stesso blocchetto osseo, viene fatto passare un filo
trecciato riassorbibile (Dexon).
Il tunnel femorale viene
eseguito attraverso quello tibiale con filo guida metallico con asola di
2mm, fresa canulata di 10mm, fino ad una profondita' pari alla lunghezza
del blocchetto osseo infilato dal lollipop.
Dopo la perforazione si
ritira la fresa, si infila il filo di Dexon nell’asola si rimuove il
filo metallico, fuoriuscito dalla cute in regione antero-laterale della
coscia, sovrarotulea, e si fa procedere l’innesto nel tunnel tibiale,
trazionando il filo. Si appone un manico di presa al lollipop e
direziona, cosi', il blocchetto osseo nell’ half tunnel femorale,
sotto controllo artroscopico. A questo punto con un martello picchiando
sul manico di presa si spinge il blocchetto nel foro femorale
sottodimensionato mentre un collaboratore traziona il filo
superiormente. Anche l’altra bratta ossea entrera', automaticamente
nel tunnel tibiale. Dopo di che si rimuove il lollipop, svitandolo dall’osso,
si posiziona il ginocchio a 30° di flessione e si traziona il
neolegamento per mezzo dei fili trecciati, passati attraverso la fine
del tendine, verso il blocchetto tibiale, controllando che il filo
superiore del blocchetto femorale, fuoriuscente dalla coscia, non si
muova, segno che l’innesto osseo e' stabile, nonostante la trazione
verso il basso.
A questo punto si fissa
la bratta tibiale con vite interferenziale adeguata o la si trafigge
perpendicolarmente con un filo canulato in titanio di 2mm di diametro (Fixos-Francia),
messo a punto presso la nostra Divisione.
Dal settembre 1993,
presso la I Divisione di Ortopedia e Traumatologia del C.T.O. di Milano
(I.C.P.) abbiamo utilizzato la tecnica a press-fit in piu' di 100 casi
di lesione del L.C.A.
Presentano uno studio
retrospettivo di un confronto tra 2 gruppi omogenei di pazienti,
trattati con tecnica tradizionale e press-fit, che ha evidenziato
tradizionale sovrapponibilita' del risultati.
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