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PROTOCOLLO PER IL
TRATTAMENTO CHIRURGICO DELL'ALLUCE VALGO
AZIENDA OSPERDALIERA ISTITUTI CLINICI DI PERFEZIONAMENTO
C.T.O. MILANO
via Bignami 1- tel. 02.57991I DIVISIONE DI ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA
Primario: Norberto Confalonieri
CENTRO DELLA CHIRURGIA DEL PIEDE E DELLA CAVIGLIA
Responsabile: Alberto Morandi
La
programmazione chirurgica dell'alluce valgo non puo'
prescindere dal dato topografico, cronologico ed
eziopatogenetico. A tale scopo e' stata considerata la
seguente classificazione:
A) differenziazione topografica: alluce valgo
interfalangeo, probabilmente congenito, alluce valgo metatarsofalangeo;
B) differenziazione
cronologica: alluce valgo
dell'infanzia dove sono stati supposti diversi momenti
patogenetici: una predisposizione familiare, una lesione
osteogenica o displasica articolare primitiva o una
anomalia inserzionale falangea dell'abduttore
dell'alluce,
-alluce valgo dell'adulto dove i momenti patogenetici
riportati per l'alluce valgo dell'infanzia possono essere
di minor incidenza per minor penetranza, mentre possono
aver maggior incidenza concause ambientali quali le
calzature, o concause anatomiche quale il morfotipo del
piede, il morfotipo dell'arto inferiore o il morfotipo
somatico.
C) differenziazione
patogenetica dell'alluce valgo dell'adulto: distrettuale o idiopatico
cioe' primitivamente insorto per motivi locali con
comparsa della deformita' tardiva, vedi patogenesi
dell'alluce valgo dell'infanzia, contestuale, cioe'
intervenuto contestualmente a concause anatomiche quali
il morfotipo del piede: il piede egizio predisporrebbe
alla deformita' con diversa evoluzione a seconda che si
trovi in un contesto di piede piatto o cavo, secondario a patologie del piede quali patologie
congenite od acquisite del II dito: II dito a martello,
un II dito a griffe, amputazione del II dito; o per
malattie infiammatorie quali la poliartrite cronica e
l'artrite reumatoide..
Si tenga presente che il termine "alluce
valgo", senza puntualizzazione topografica o
cronologica, e' di comune riferimento all'alluce valgo
metatarsofalangeo dell'adulto.
VALUTAZIONE RADIOGRAFICA
PREOPERATORIA
Sono state considerate le
proiezioni radiografiche eseguite con le metodiche
presentate da R. Morisi alla "riunione
superspecialistica della Societa' Italiana di Medicina e
Chirurgia del piede" all'82° Congresso Nazionale
della Sociera' Italiana di Ortopedia e Traumatologia,
Roma 9 novembre 1997: proiezione dorsoplantare e laterale
in carico bipodalico equidistribuito. Gli angoli valutati
specificamente per definire il trattamento chirurgico
sono:
angolo di abduzione dell'alluce (angolo
metatarso-falangeo M1^F1) che e' formato dalle linee di
bisezione delle diafisi della 1° falange dell'alluce e
del 1° metatarsale, valori normali fino a 15°; angolo di adduzione del 1° metatarsale (angolo
intermetatarsale M1^M2) che e' formato dalle linee di
bisezione delle diafisi del 1° e del 2° metatarsale, i
valori normali sono correlati al morfotipo del piede:
piede retto da 8° a 12°, piede addotto da 8° a 10°; angolo articolare della testa del 1° metatarsale
(P.A.S.A.) che e' formato dalla perpendicolare alla linea
che passa per i due punti estremi mediale e laterale
della effettiva superficie articolare della testa del 1°
metatarsale e dell'asse del1° metatarsale, il valore
normale varia da 0° a 8°; angolo articolare distale (D.A.S.A.) che e' formato
dalla perpendicolare alla linea che unisce gli estremi
della superficie articolare della 1° falange e della
linea di bisezione della diafisi della falange stessa, il
valore normale varia da 0° a 8°; angolo tangenziale al
2° metatarsale (T.A.S.A.) che e' formato dalla linea
passante per il punto mediale e per quello laterale della
effettiva superficie articolare del 1° metatarsale,
stessa linea che definisce il P.A.S.A., e da una
perpendicolare all'asse diafisario del 2° metatarsale,
il valore normale va da 0° a 5°, il valore ideale e' 0°. La valutazione e la comparazione di questi angoli ci
permette di stabilire se la deformita' e' strutturale.
Nella fattispecie: la deformita' viene definita capsulolegamentosa quando
M1^F1 > P.A.S.A.+D.A.S.A. per valori di P.A.S.A. e
D.A.S.A. normali, T.A.S.A. normale,
meglio = 0° (deformita' posturale) -la deformita' viene
definita mista quando M1^F1 > P.A.S.A.+D.A.S.A. per
valori di P.A.S.A. e/o D.A.S.A. patologici -la deformita'
viene definita strutturale quando M1^F1 =
P.A.S.A.+D.A.S.A. Per valori di P.A.S.A. e/o D.A.S.A.
patologici se T.A.S.A. normale e P.A.S.A. alto indicate
osteotomie monocorrettive, se T.A.S.A. e P.A.S.A. elevati
sono indicate osteotomie bicorrettive; Per il corretto
inquadramento clinico del piede vengono valutati anche i
seguenti parametri: formula metatarsale, angolo di
declinazione di M1, angolo di adduzione dei metatarsi,
posizione trasversale dei sesamidi, angolo di abduzione
interfalangea, angolo di declinazione astragalica, angolo
di inclinazione calcaneale, linea laterale mediotarsica o
cyma-line.
PROCEDURE
CHIRURGICHE
Le procedure chirurgiche
standardizzate sono le seguenti: intervento sulle parti
molli con riequilibrio funzionale della 1° articolazione
metatarso-falangea secondo Pisani, osteotomia distale del
1° metatarsale a chevron secondo Austin, osteotomia del
1° metatarsale lunga a scarf. Tutte e tre le procedure
sono da noi eseguite con tecnica modificata. A queste
procedure viene associata l'osteotomia della falange
basale secondo Akin quando vi sia l'indicazione: formula
digitale in piede egizio, la presenza di alluce valgo
interfalangeo o D.A.S.A. > 8°. Oltre alle tecniche
precedentemente indicate ne usiamo anche altre quali: la
semplice resezione della pseudoesostosi in pazienti
particolarmente anziani dove per svariati motivi non e' possibile utilizzare le procedure standard, la
resezione-artroplastica con asportazione della base della
prima falange secondo Lelievre-Viladot, l'artrodesi
della 1° articolazione metatarsofalangea o la protesi
della 1° articolazione metatarsofalangea come procedure
di salvataggio o in presenza di grave degenerazione
artrosica della 1° metatarso-falangea.
INDICAZIONI CHIRURGICHE
Tutte e tre le procedure
vengono eseguite indipendentemente dall'eta' e dalla
posizione dei sesamiodi. Riequilibrio funzionale della
1° metatarso-falangea secondo Pisani:
M1^F1 < 30°
M1^M2 < 15°
P.A.S.A. nella norma (<8°)
D.A.S.A. nella norma (<8°)
T.A.S.A. nella norma (<5°).
Osteotomia distale del 1°
metatarsale a chevron secondo Austin:
M1^F1 < 30°
M1^M2 < 15°
P.A.S.A. > 8°
D.A.S.A. > 8°
T.A.S.A. nella norma (<5°).
Osteotomia del 1°
metatarsale lunga a scarf:
M1^F1 < 40°-50°
M1^M2 < 20°
P.A.S.A. > 8°
D.A.S.A. > 8°
T.A.S.A. > 5°.
PROTOCOLLO TERAPEUTICO
Gli interventi chirurgici
vengono eseguiti normalmente in anestesia locoregionale
ed in ischemia previa spremitura dell'arto con fascia di
Esmark. La sera precedente l'intervento viene iniziata la
profilassi antitromboembolica con 4.000 U.I. di
enoxaeparina sodica. Tale dosaggio viene mantenuto per 6
giorni, quindi viene diminuito a 2.000 U.I. per altri 15
giorni.
Il giorno dell'intervento viene iniziata la profilassi
antibiotica con 2 gr. di cefotaxime sodico che viene
somministrato fino in quinta giornata. Il trattamento
analgesico viene eseguito con 30 mg. di ketorolac
trometamina ogni 8/12 ore associato a protezione
gastrica. Domiciliarmente viene prescritto l'uso di
F.A.N.S. per 12 giorni. Al termine dell'intervento viene
eseguita una fasciatura embricata del 1° e del 2° dito
completata da una fasciatura compressiva con cotone e
benda elastica che viene sostituita in 1° giornata.
Compatibilmente con il dolore il carico viene concesso in
1° giornata mediante l'uso di una pantofola ortopedica
in talo.
BIBLIOGRAFIA
PISANI G. - Trattato di Chirurgia
del piede. Edizioni Minerva medica - 1993.
VILADOT A. - Patologia e Clinica dell'avampiede. Verducci
Editore - 1991.
REGNAULD B. - Chirurgia del piede.Aulo Gaggi Editore -
1997.
LOWELL D. LUTTER, M.D. - Atlante di Chirurgia del piede e
della caviglia. Verducci Editore - 1998.
MALERBA F. DRAGONETTI L. GIANNINI S. - Progressi in
Medicina e Chirurgia del piede, 6, L'Alluce Valgo. Aulo
Gaggi Editore - 1997.
GOODMAN & GILMAN - Le Basi Farmacologiche della
Terapia. McGraw-Hill Libri Italia srl - 1997.
I.C.P. Milano, il
16.10.1999 Alberto Morandi.
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