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IL PRIMO GIORNALE INTERATTIVO PER  L'ORTOPEDICO D'AVANGUARDIA
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MINORE E MINIMA INVASIVITA' NELLA
CHIRURGIA PROTESICA DEL GINOCCHIO
dal 26 - 27 MARZO 2004.


La chirurgia ortopedica mininvasiva per la cura dell'artrosi di ginocchio, con mini protesi endoarticolari, trapianti di cartilagine, tecnica chirurgica artroscopica con il navigatore e il computer.

Tagli piccoli, interventi brevi, dimissioni veloci e convalescenze ridotte: ecco i vantaggi della chirurgia mininvasiva, un modo nuovo e più gentile di operare. "Ma oltre ai pro ci sono i contro, e non sempre la ridotta invasività si traduce in un'altrettanto bassa lesività" sottolinea Norberto Confalonieri, primario ortopedico agli Istituti clinici di perfezionamento di Milano. "Spesso la piccola incisione della pelle riduce la visione e aumenta le probabilità di danneggiare gli organi interessati dall'atto chirurgico, diminuendo la precisione degli strumenti introdotti". E' quello che in gergo si chiama, con un'azzeccata metafora, chirurgia dal buco della serratura. E proprio per evitarne i potenziali danni che è nata la chirurgia robotica, un'evoluzione dell'endoscopia. "Un esempio viene dalla cardiochirurgia, in cui un robot passivo manipolatore, il Da Vinci, esegue interventi sulle coronarie senza aprire il torace" riprende Confalonieri. Ma non basta: ora il robot si comanda a distanza, magari da oltreoceano. E' il caso dei due interventi di telechirurgia robotica eseguiti l'anno scorso da un chirurgo negli Stati Uniti, che grazie a un robot passivo e a un computer collegato via satellite a un altro robot in Italia, ha operato con successo attraverso una piccola incisione della pelle due pazienti con ernia iatale, malattia in cui il contenuto gastrico refluisce all'indietro nell'esofago. "Ma anche l'ortopedia non è da meno delle altre chirurgie, e oggi è possibile proporre una vera chirurgia mininvasiva nella cura dell'artrosi del ginocchio" riprende l'ortopedico milanese. La tecnica consiste nell'introdurre nel cavo articolare attraverso piccole incisioni, protesi altrettanto piccole di diversi tipi (mono o bimonocompartimentali e unispacer), che risparmiano l'osso e i legamenti del ginocchio. Il tutto con l'aiuto del computer che aumenta la precisione del gesto chirurgico e quindi la sicurezza del malato. Confalonieri, direttore della 1a Struttura complessa di ortopedia al Cto di Milano, è l'organizzatore, con Domenico Brocchetta e Sergio Romagnoli, del 3° Corso avanzato internazionale di chirurgia del ginocchio, in programma il 26/27 marzo a Milano presso l'Auditorium dell'Hotel Villa Torretta. "Il Corso ha lo scopo di far conoscere agli ortopedici vantaggi e difficoltà della chirurgia mininvasiva" sottolinea Confalonieri. "E questo sia con il contributo di alcuni dei maggiori esperti mondiali, tra cui lo statunitense John Repicci, sia insegnando attraverso corsi pratici sull'osso artificiale i segreti della minivasività, per ora riservata a pochi, ma in grande espansione in Italia e nel mondo".

Norberto Confalonieri